La scelta di un logo, ma anche il restyling

La scelta di un logo, ma anche il restyling

20
Mag
Categoria: Web Design

Mai come in questo momento storico, il design di un buon logo, si trova ad essere distante dall’idea pittorica del cliente-tipo che affida ,giustamente, all’emozione della sua esperienza vissuta, il compito di delineare l’immagine che dovrebbe rappresentarlo.

Oggi anche una piccola impresa si trova dover padroneggiare media in cui l’immagine la fa da padrone e rischiare di essere rappresentati da un logo poco leggibile su diversi formati, che non sia riconoscibile, che sia costituito da un numero eccessivo di elementi grafici, non è, a mio parere, consigliato.

Il logo inoltre deve essere affiancato da un’immagine coordinata ben strutturata , dove a partire dalla filosofia del brand si va a creare tutto il mondo che rappresenti quest’ultima nel migliore dei modi affinchè anche un singolo post , con il tempo e con la costanza, porti sempre la stessa cifra stilistica che contraddistingue l’azienda.

Spesso il lavoro del Graphic Designer si scontra con l’idea del cliente, il che non è un vero è proprio male , poichè dalla competenza dell’uno e dall’idea dell’altro nasce ciò che è realmente funziona.

 

Ma allora come si sceglie un logo?

Beh un buon graphic designer dovrebbe lavorare almeno un paio di settimane sulla realizzazione di esso , anche solo per far maturare le idee su carta dopo un attento brief con l’azienda. Non esistono loghi perfetti realizzati in tre giorni. (la tua azienda decennale merita due settimane di lavoro).

Il buon Graphic Designer allora presenterà 3-4 proposte , non molte di piu.

(Se avrete qualcosa come 10 proposte di partenza significa che vi stanno presentando anche le idee meno strutturate.)

A quel punto da imprenditore bisognerebbe chiedersi quale proposta verrebbe scelta dal chi le ha progettate, poiché nel logo può esserci tanto di personale ma questo non deve allontanarci dall’idea di partenza, la funzionalità.

 

Quando già si possiede un logo?

Nessun problema! Spesso le imprese hanno loghi storici, nati sul e per il cartaceo e mai più toccati. Bisogna allora intraprendere un nuovo percorso , forse anche più delicato della creazione di un logo nuovo.

Si tratta di rinnovare, prendere i concetti e idee esistenti e rielaborarli.

Spesso significa dare un taglio netto con il passato , altre  affinare e ripulire.

In ogni caso non bisogna aver paura di fare il primo passo: chiedere una consulenza a professionisti del settore.

Anche Ikea recentemente ha operato dei piccoli accorgimenti al logo con un team di esperti.

Può sembrare superfluo ma garantire migliore leggibilità a milioni di utenti significa “comunicare bene” a milioni di utenti.

Quando si parla di “restyling” sarebbe più corretto ricorrere alla parola “redisign”, perchè la questione non è ridefinire gli aspetti estetici dell’immagine di tale azienda o tale impresa, bensì di “riprogettare” secondo le esigenze del caso, la totalità della propria brand identity.

 

Il consiglio finale è: guardate alla storia!

Siamo passati da loghi che erano vere e proprie illustrazioni su carta, elaborate e vanitose.

Se ci guardiamo indietro però, chi si poteva permettere questo tipo di comunicazione era già leader  del settore.

Oggi con l’avvento dei social si deve essere sintetici e veloci nel comunicare ( a partire dal logo).

Grazie ai social assistiamo alla democratizzazione di ciò chè è la pubblicità;

e non bisogna cadere nel tranello del “possono tutti”.

Il fatto che possano, non significa che “lo sappiano fare tutti”.

Quindi il requisito più importante per l’immagine della tua azienda e saper riconoscere la competenza e saper delegare.

Credits: Pathum Malaka Perera


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